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lunedì 15 dicembre 2008

The big Kahuna

Goditi potere e bellezza della tua gioventù,

non ci pensare.

Il potere di bellezza e gioventù

lo capirai solo una volta appassite.

Ma credimi

tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto

in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!

Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.

Oppure preoccupati,

ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing gum

per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano

mai passate per la mente.

Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì

pomeriggio.

Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato.

Canta.

Non esser crudele con il cuore degli altri. Non tollerare la gente che è

crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perder tempo con l'invidia.

A volte sei in testa. A volte resti indietro.

La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.

Se ci riesci veramente dimmi come si fa.

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti

conto.

Rilassati.

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.

Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non

sapevano che fare della loro vita.

I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno

partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.

Forse avrai figli o forse no.

Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al

settantacinquesimo anniversario di matrimonio.

Comunque vada,

non congratularti troppo con te stesso, ma

non rimproverarti neanche.

Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi.

Senza paura e senza temere quello che pensa la gente. E' il più

grande strumento che potrai mai avere.

Balla.

Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.

Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne

andranno per sempre.

Tratta bene i tuoi fratelli.

Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente

avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono.

Ma alcuni,

i più preziosi,

rimarranno.

Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,

perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che

conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po',

ma lasciala prima che ti indurisca.

Vivi anche in California per un po',

ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni

sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,

ma sii paziente con chi li dispensa.

I consigli sono una forma di nostalgia.

Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,

ripulirlo,

passare la vernice sulle parti più brutte

e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio...

per questa volta.

Tratto dal film The Big Kahuna di John Swanbeck.

domenica 26 ottobre 2008

21 ragioni per cui vale la pena alzarsi la mattina (dalla A alla Z)

Perché esistono i "momenti no"? Forse per farci ricordare di quelli "si". A volte i momenti pessimi della vita ci aiutano a svolgere equazioni matematiche mentali (in cui mai oseremmo cimentarci quando le cose quadrano perfettamente) che alla fine ci forniscono il risultato di ciò che deve essere: il totale è una serie, più o meno lunga, di numeri nei quali, e solo nei quali, risulta essere la risposta ultima.
Ora: non essendo mai stata una mente matematica non ho intenzione di cimentarmi in nessunissima equazione algebrica. Ma sono una "mente scritturale"; dunque, vocabolario alla mano, vi racconto quello che veramente conta per me nella vita.

A. Amicizia. Conosco persone che non credono nell'amicizia. Mi dispiace per loro perché vuol dire che non hanno mai avuto amici splendidi come ho avuto io. Sicuramente vale la pena di buttarsi giù dal letto per trascorrere del tempo con gli amici e fare tutto ciò che è bello fare con gli amici: ridere fino alle lacrime con gli amici; raccontarsi segreti fino a tarda notte; andare a ballare con gli amici; filosofeggiare parlando di tutto e di niente; ritrovarsi dopo tanto tempo nel solito posto ed avere la certezza che alcune cose non cambiano mai.

B. Biliardo. Niente libera la mente come il concentrarsi sulla traiettoria da seguire alla ricerca della buca perfetta. Il giusto tocco da imprimere alla palla da biliardo non è solo una questione di conoscenza della fisica ma è anche, e soprattutto, una questione di classe. Ed è per questo che ci sto lavorando...

C. Camminare. 30 minuti di camminata al giorno sono sufficienti per attivare il metabolismo, risvegliare la circolazione e far produrre al nostro corpo la serotonina, il così detto "ormone del buon umore". Inoltre camminando ci si sente più leggeri e si ha come l'illusione di poter arrivare ovunque; cosa che non può succedere in automobile (avete presente la tangenziale nell'ora di punta? Non vi da la sensazione di non arrivare mai?!).

D. Disegnare. Dare forma ai pensieri è la tecnica di comunicazione più liberatoria che abbia sperimentato fino ad ora. Disegnare apre la mente e ci aiuta a riportare su un piano immaginario le paure e i desideri più inconsci. Senza contare che tutto nel mondo è rappresentazione.

E. Energia. Mi riferisco a quella scossa di adrenalina che ci assale quando si scatena in noi un’emozione e che invade ogni organo del nostro corpo. E’ energia allo stato puro, la forza più potente che esista in natura.

F. Facebook. Ufficialmente è il nuovo social- network che sta diventando in tutto il mondo il fenomeno del momento. Ufficiosamente è una sorta di nevrosi psico- sociale che ti costringe a controllare il computer ogni tot di ore per vedere chi ti ha cercato e perché. Mettere la propria foto sul “Faccialibro” (traduzione letterale da Facebook) non ti permette solo di trovare e farti trovare da vecchi, vecchissimi amici ma ti fornisce anche l’illusione di essere “parte” del mondo. In pratica: bisogna avere tanto tempo da perdere e niente da fare! Nonostante questo io ho acquisito dipendenza da Facebook.

G. Giocare. Provate ad osservare i bambini mentre giocano: sono totalmente assorti in quello che stanno facendo al punto di fondersi con il loro stesso gioco. Per loro il limite tra finzione e realtà è illusorio; credono a tal punto nel loro gioco da non lasciarsi distrarre da niente al mondo. Non si limitano ad interpretare il ruolo della principessa, del guerriero o della mamma: in quel momento sono la principessa, il guerriero o la mamma. Forse a molti adulti manca la concentrazione e la passione fantastica che da bambini mettevamo nei nostri giochi. Perché non provare a recuperarla? Non si dovrebbe mai smettere di giocare. Certo non ci metteremmo mai a giocare a nascondino o simili a quest’età ma è sufficiente trovare il nostro gioco preferito che ci aiuti a “disconnetterci” quando il cervello si sta surriscaldando. Io adoro alcuni videogiochi e i giochi di società (volete mettere una bella e sana partita ad hotel?!).

H. Hip Hop. So che molti non saranno d’accordo ma non posso rinnegare il mio passato. Un passato da adolescente rapper che vestiva abiti larghi e girava con i Wu- Tang- Clan a tutto volume nelle cuffie del walkman. Oggi i tempi sono cambiati, gli anni sono passati ma ancora l’adrenalina sale quando sento un beat hip hop. Come dire: non c’è miglior sveglia che aprire gli occhi con Mc Solaar che ti rappa nelle orecchie!

I. Innamorarsi. Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro. Per la serie: com’è la sensazione quando attendiamo un “suo” messaggio e il cellulare suona?

L. Libri. Non potrei vivere senza. E’ lì che trovo le risposte; è così da sempre. Quasi sempre ciò che stiamo vivendo qualcuno lo ha già scritto tempo prima e questo ci aiuta a pensare che non siamo soli nella ricerca di una risposta alla più universale delle domande: PERCHE’?

M. Montagna. A volte penso che sarebbe stimolante vivere in una grande metropoli. Anzi, un tempo avevo quasi la certezza che vi avrei vissuto. Poi mi basta prendere la macchina e allontanarmi dalla città per rendermi conto che non potrei vivere senza la natura; senza montagne soprattutto. Credo sia qualcosa di fisiologico. Forse perché la montagna ce l’ho nel sangue. O, magari, semplicemente perché là c’è l’aria più pura; o perché si vedono le cose dall’alto…

N. Negrita. Io li adoro. Se siete un tantino giù di corda provate ad ascoltare “sex”: sono sicura che vi verrà in mente una ragione per cui alzarvi la mattina! Già le prime note della chitarra di Drigo sono un buon incentivo, poi Pau inizia a cantare e…il resto all’immaginazione!

O. Opportunità. Perché tutti dovremmo averne una. Ogni decisione che prendiamo apre la porta ad un’opportunità che, a sua volta, ci porterà di fronte ad altre scelte che genereranno altre opportunità, e così via finché il gioco non diverrà altro che un insieme un pò sfocato di opportunità prese o lasciate. DURA LEX SED LEX, è proprio il caso di dirlo. Ma credo sia un inviolabile diritto usufruire fino in fondo di tutte le nostre opportunità.

P. Paulo Coelho. Vale la pena leggere almeno un suo libro una volta nelle vita. L’Alchimista ha segnato il mio primo incontro con Coelho ed è stato come se qualcuno avesse acceso una piccola lampada nelle mia testa. E’ uno dei pochi scrittori contemporanei che riesce a comunicare la magia dell’esistenza in una contemporaneità che di magico ha ben poco. La sua narrazione, ai confini tra favola e realtà, ci mostra il bello che crediamo perduto, smascherando le convenzioni insensate dei nostri giorni. “ Perché i fini non esistono: ci sono solo i mezzi. La vita lo trasporta dall’ignoto verso l’ignoto. Ogni minuto è rivestito di questo mistero appassionante: il guerriero non sa da dove viene nè dove sta andando” (dal “Manuale del guerriero della luce” di P. Coelho).

Q. Qualità. Che è sempre meglio della quantità. Non importa quante cose riesci a fare , importa come le fai. Tutti sono capaci di produrre “in serie” ma pochi sanno mettere il proprio stile in quello che fanno. L’unica pecca è che, purtroppo, il tempo è denaro e la quantità paga meglio. Questo potrebbe essere un problema per chi, come me, è e sarà sempre alla ricerca del battito perfetto.

R. Ricordi. Avete presente “ La storia infinita”, quando Bastian per ogni desiderio espresso perdeva un ricordo? Riuscite ad immaginare una vita senza ricordi? Nel bene e nel male essi condizionano il nostro modo di essere. C’è un vecchio detto che recita più o meno così:” I giorni importanti nella vita di un uomo sono cinque, sei al massimo. Tutto il resto fa volume”. Non nascondo che spesso un bel reset totale del cervello sarebbe utilissimo. Ma così facendo perderemmo anche quei cinque o sei giorni…ne vale la pena? Facendo due calcoli…credo di no!

S. Sex & the city. Quando, per qualunque ragione, mi sembra di precipitare in un baratro da cui solo uno speleologo potrebbe recuperarmi c’è un solo antidoto per frenare la caduta: Sex&the city. Vedere il mondo con la filosofia di Carrie aiuta a far tornare il buon umore e la profonda saggezza di Samantha apre la mente a nuovi punti di vista! Provare per credere.

T. Tango. Il ballo più sensuale, il più vitale, il più passionale che esista. Quello che da anni vorrei imparare a ballare se solo riuscissi a convincere Max… Solo guardare un’esibizione di tango fa venire voglia di alzarsi e ballare; lo consiglio a chiunque stia perdendo la voglia di muoversi.

U. Un posto al sole. Anche se fa tanto casalinga disperata da anni l’appuntamento serale con “un posto al sole” è un obbligo. Del resto, dopo tutto questo tempo, i personaggi di quella soap fanno quasi parte dei miei amici; credo sia proprio questo lo scopo di certi programmi tv. Comunque sia, anche se la giornata è andata male, resta sempre l’inestimabile certezza che, alle 20.30, puoi consolarti con qualcuno più sfigato di te.

V. Viaggiare. L’esperienza più utile, divertente ed insieme istruttiva che possa esserci. Non mi basterebbe un solo blog per raccontare cosa ho imparato viaggiando: le persone che ho incontrato, i luoghi che ho visto e i racconti che ho ascoltato. Consiglio a chiunque ne abbia la possibilità di uscire dal confine almeno una volta nella vita e di non farlo come turista ma come viaggiatore.

Z. Zero. Inteso come il numero che sta ad indicare il niente: il vuoto, il poco valore, la nullità. Eppure, a pensarci bene, è il numero più importante: senza lo zero non esisterebbero molti altri numeri; non esisterebbe nemmeno il codice binario che, come ben sappiamo, è alla base dell’informatica. Dunque lo zero, da nullità quale è all’inizio, diviene il fulcro di qualunque attività basata sul calcolo. Come dire:ciò che da solo non vale nulla insieme a qualcos’altro può far girare il mondo.

mercoledì 3 settembre 2008

When you need a friend

Mi sono alzata presto questa mattina. Il silenzio era forte, nemmeno il vento soffiava tra gli alberi dei boschi che circondano la mia casa. Ho aperto la finestra e l'aria pungente delle montagne mi ha svegliata completamente da un sonno ormai remoto. Ho realizzato subito che la casa era vuota ed io sola. Senza macchina, senza mezzi con cui spostarsi; sola tra le montagne di un paese non ancora del tutto sveglio, che prometteva solo ore monotone e sempre uguali di una solitudine in parte cercata ed in parte costretta.
Mi viene in mente il film Into the wilde (" Sono letteralmente intrappolato nella natura selvaggia").
Penso alle persone che sono presenti nella mia vita: a chi è vicino e a chi è lontano. Penso a loro fin nei minimi dettagli, come potrebbero essere vestite, cosa potrebbero fare in questo momento, dove sono dirette. Riesco quasi a vederle...ma non mi basta. Loro non sono qui.
Penso alle persone che sono state nella mia vita, che per breve o lungo tempo l'hanno attraversata, e che ora non ne fanno più parte. Realizzo che mi mancano. O mi manca il tempo che ho trascorso con loro. Mi sento piccola. Mi sento sola.
Mi concentro sul presente: cerco di trovare una soluzione concreta per mettere fine a quel che sto vivendo, per recuperare l'hic et nunc.
Il presente: così reale, così impalpabile, così tutto.
Devo vivere nel presente, me lo devo ricordare.
Mi vesto, prendo la borsa, chiudo decisa il portone di casa e attraverso la strada. E la mia amica Mara è lì, nella casa di fronte, dove è sempre stata da ventisette anni e dove da ventisette anni mi rifugio quando le montagne sembrano inghiottirmi.
Ed anche oggi mi ha aperto la porta, come da copione. Non ero un ospite, ero una parte della sua casa. Ho dipinto per lei.
Oggi c'era lei nel mio presente e così le dedico questo piccolo spazio di blog:
dedicated to my good friend Mara, who always belives in love and who saved my life today.

lunedì 9 giugno 2008

Felicità nelle fasi della vita

  • A 12 anni felicità è: arrivare a scuola alla mattina con mezz'ora di anticipo per poter stare almeno 10 minuti da sola con il ragazzino che ti piace. Il solo innocuo contemplare la sua bellezza dà gioia allo spirito.
  • A 15 anni felicità è: il primo appuntamento. Sentire il cuore battere nel petto mentre si sceglie goffamente cosa indossare sembra essere l'unica ragione di vita. L'adrenalina e le emozioni ci tengono vivi.
  • A 16 anni felicità è: viaggiare. Imparare l'indipendenza e scoprire il mondo. Vivere ogni esperienza come un'avventura necessaria; conoscere le persone, conoscere i luoghi.
  • A 18 anni felicità è:il sabato sera con gli amici. Fare stupidate, ridere, andare a ballare. Sapere di avere un'altra famiglia oltre a quella di origine.
  • A 20 anni felicità è: fidanzarsi. La prima storia importante, i primi regali, le prime volte di tutto insieme. Sapere di avere sempre un porto sicuro dove tornare quando arriva la tempesta.
  • A 26 anni felicità è: la ricerca. Ricercare un equilibrio per trovare la pace, scoprire chi si stà diventando cercando di lasciarsi alle spalle ciò che si era. ...e cercare di non soffermarsi troppo sui vari "volevo" "potevo" "dovevo" per evitare spiacevoli capogiri!

sabato 7 giugno 2008

Da oggi si parte.

Da oggi parte il mio blog. O meglio, da oggi ho deciso che deve partire il mio blog. Questo perchè ciò che decido non sempre corrisponde a ciò che realmente accade. Sono pigra. Ed incostante. Ma amo scrivere più di ogni cosa, dunque da oggi ho uno spazio per farlo e cercherò di essere il più update possibile!
Buona lettura a chiunque sia abbastanza malato per mettersi a leggere! O a chiunque abbia abbastanza tempo da perdere per farlo!